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mercoledì 3 dicembre 2008

A proposito di SKY


di Peter Gomez e Marco Lillo
1 dicembre 2008
«Ma quale conflitto di interessi. La sinistra ha concesso a Sky per i rapporti che aveva con quella televisione il privilegio del 10 per cento dell'Iva. Abbiamo tolto quei privilegi e abbiamo fatto ritornare l'Iva a Sky uguale a quella di tutti gli altri».E' proprio questa la vera storia del trattamento fiscale agevolato per la pay tv? "L'espresso" ha fatto una piccola inchiesta per ricostruire la vicenda dello sconto dell'Iva a Telepiù, il primo nome della tv a pagamento che fu fondata dal gruppo Fininvest per essere ceduta prima a una cordata di imprenditori amici, poi ai francesi di Canal Plus e infine nel 2002 a Murdoch che la denominerà con il nome del suo gruppo: Sky.Si scopre così che l'Iva agevolata sugli abbonamenti della pay-tv italiana è stata un trattamento di favore risalente al 1991 fatto dal ministero retto dal socialista Rino Formica e dal governo Andreotti a Silvio Berlusconi in persona. Non solo: dietro questo favore, secondo la Procura di Milano, c'era persino stato un tentativo di corruzione.Nel 1997 Il pubblico ministero Margherita Taddei chiese il rinvio a giudizio per Berlusconi. Lo chiese anche sulla base di un fax che fu trovato durante una perquisizione. La missiva era opera di Salvatore Sciascia, allora manager Fininvest e oggi parlamentare del Pdl nonostante una condanna definitiva in un altro procedimento per le mazzette pagate dal gruppo alle Fiamme Gialle. Nel fax, diretto a Silvio Berlusconi, Sciascia chiedeva di spingere per far nominare alla Corte dei Conti il dirigente del ministero delle Finanze Ludovico Verzellesi, meritevole perché in precedenza si era speso per fare ottenere l'agevolazione dell'Iva al 4 per cento per Telepiù. In pratica, secondo la ricostruzione dei magistrati, la raccomandazione era il ringraziamento di Fininvest per il trattamento ricevuto.Il fascicolo processuale però fu trasferito nella Capitale per competenza nel 1997. Nel 2000 il Gip Mulliri, su richiesta del procuratore di Roma Salvatore Vecchione e del pm Adelchi D'ippolito (oggi capo dell'ufficio legislativo del ministero dell'economia con Giulio Tremonti) archiviò tutto. Nessuna rilevanza penale, quindi. Ma restano i dati oggettivi sulla trattativa tra la Fininvest e il ministero per l'abbassamento dell'Iva sulla pay tv: dal 1991 al 1995 quando era controllata o partecipata dal gruppo Berlusconi, Telepiù ha goduto di un'aliquota pari al 4 per cento. Un'agevolazione che allora Berlusconi non considerava scandalosa. Mentre oggi definisce "un privilegio" l'aliquota più che doppia del 10 per cento.L'innalzamento dal 4 all'attuale 10 per cento fu introdotto alla fine del 1995 nella legge finanziaria del Governo Dini. All'epoca i manager di Telepiù, scelti dal Cavaliere, salutarono così il provvedimento: «È l'ultimo atto di una campagna tesa a mettere in difficoltà la pay tv».Il 25 ottobre del 1995, Mario Zanone Poma, (amministratore di Telepiù sin dalla sua fondazione) dichiarava alle agenzie di stampa: «L'innalzamento dell'aliquota Iva:1) contraddice la sesta direttiva della Comunità Europea;2) contraddice l'atteggiamento degli altri paesi europei verso aziende innovative quali le pay tv;3) crea una grave discriminazione tra la pay-tv e il servizio televisivo pubblico».In pratica il manager scelto da Berlusconi diceva le cose che oggi dicono gli uomini di Murdoch.Effettivamente un ruolo dei comunisti ci fu. Ma a favore del Cavaliere.Il Governo Dini voleva aumentare l'Iva fino al 19 per cento (come oggi vorrebbe fare Berlusconi) ma poi fu votato un emendamento di mediazione che fissò l'imposta al 10 per cento attuale. L'emendamento passò con il voto decisivo di Rifondazione Comunista: il suo leader dell'epoca, Fausto Bertinotti, in un ribaltamento dei ruoli che oggi appare surreale, fu duramente criticato dall'allora responsabile informazione del Pds (e attuale senatore del PD) Vincenzo Vita: «È squallido che Bertinotti abbia permesso un simile regalo a questo nuovo trust della comunicazione, figlio della Fininvest».
(Vignetta di Roberto Corradi)

martedì 15 gennaio 2008

Ancora sulla monnezza...


Oggi aggiungo un altro post poiché sono sempre più disgustato dalla situazione in atto in Campania.
Oggi parlo di Alfredo Mazza e del suo studio sul "Triangolo della Morte" che non si riferisce a quello delle Bermuda, bensì al triangolo Acerra-Nola-Marigliano.
Essendo zone che ho frequentato personalmente ai tempi del mitico Caffè & Cazzeggio sono troppo addolorato per non parlarne.
Lo studio del dott. Mazza risale al 2004 e per la sua coraggiosa ricerca è stato anche licenziato dalla protezione civile!
Ecco un altro bel resoconto qui.
"Il bene dello Stato è la sola causa di questa produzione."

mercoledì 31 ottobre 2007

Non tappate le ali alla libertà di comunicazione e di espressione!

Urge una mobilitazione generale, questo governicchio da quattro soldi in mano ai cattocomunisti (purtroppo sono sempre loro che decidono le cose serie della nostra vita) vuole fregarci l'unica possibilità di una tecnologia libera da ogni mono(oligo)polio commerciale della comunicazione: il Wi-Max.
E' importante mobilitarci affinché il Wi-Max non cada nelle mani di chi lo ucciderà prima di nascere.
Il Wi-Max è una tecnologia (detto in maniera molto grossolana) che permetterebbe a tutti di usufruire della connessione ad internet gratis grazie ai collegamenti in wireless (senza fili) tramite ripetitori che permettono di coprire distanze fino a 50 km con collegamenti velocissimi.
In tal modo si risolverebbe anche il problema dell'accessibilità ad internet anche nei punti più remoti del nostro paese, che attualmente sono isolati e per i quali vi è ancora un elevato Digital Divide.
Chiaramente il wireless comporterrebbe la morte dell'ADSL ossia dei servizi di fornitura dei collegamenti ad internet da parte degli attuali operatori (Telecom, Infostrada, Tiscali, ecc.) pertanto IL BANDO DI GARA DOVREBBE ESCLUDERE TALI GESTORI PER PALESE CONFLITTO D'INTERESSI.
Invece il nostro beneamato governicchio cosa fa? CHIEDE A QUESTI GESTORI DI PARTECIPARE!

Da oggi in poi sul blog sarà presente la richiesta di adesione alla petizione pro Wi-Max, e spero che firmino in molti.




"Chi rompe non paga e si siede al governo." Leo Longanesi