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lunedì 30 luglio 2007

Marco Travaglio a ViareggioIncontri Parte2

Ariforza Italia!!!

Marco Travaglio a ViareggioIncontri

Forza Italia!!!

Emil Cioran



Nel post dove avevo allegato il filmato dell'intervista epica a Carmelo Bene al Costanzo Show, durante il filmato, Bene ci ricordava di andarci a leggere Ciorane.

Emil Cioran è stato uno dei maggiori esponenti del pessimismo filosofico del secolo scorso. La biografia che ho linkato su wikipedia, come si vedrà anche dalla discussione in atto, non è neutrale perché è una visione soggettiva di chi lo ha studiato e ci ha scritto sopra una tesi.

Ritengo invece che quest'uomo, ed il suo pensiero in particolare, meriti di essere studiato ed analizzato a fondo. Per avere una visione migliore è consigliabile andare al blog su Cioran che consiglia wikipedia, nel quale sono raccolti alcuni articoli su di lui in diverse lingue tra le quali l'italiano.

A PROPOSITO DI CIORAN:Cioran è un pensatore, di origine rumena, che mette tutta la sua follia nelle opere. Procede per aforismi, per annotazioni. Le sue sentenze e le sue osservazioni sono fulminanti. Dice e talvolta si contraddice. Scrive un brano e dopo qualche pagina talvolta lo smentisce. Come Nietzsche ha il gusto della provocazione. Però a differenza di molti non dispensa ricette di felicità. Tutto al più talvolta sembra dare consigli per vivere meglio. In una intervista dichiarò che per vivere meglio l’uomo moderno avrebbe dovuto piangere senza alcun motivo ed urlare per un quarto d’ora al giorno. Erano dei consigli spassionati o ancora una volta delle provocazioni?Il suo pensiero non è organico. Nelle sue opere non si trova la terminologia del filosofo: eppure lo è a pieno diritto. Per dirla alla Montale è “filosofo dell’eterogeneo”. Procede cioè a fasi alterne, per sprazzi ed illuminazioni. La sua autocoscienza tormentata crea parossismi e paradossi per ogni argomento. Nei suoi scritti tratta tutti i temi in tutti i modi possibili ed immaginabili, passando dal grottesco alla sofferenza, dalla malinconia all’estasi, dal tragico all’ironia. Cioran scoraggia chi ha l’illusione che la filosofia possa spiegare l’assurdità del mondo e dell’esistenza. Per il filosofo rumeno la filosofia è un antidoto alla tristezza. Non solo, ma in “Sillogismi dell’amarezza” scriverà anche che “la storia delle idee è la storia del rancore dei solitari”. A soli 22 anni scrive “Al culmine della disperazione”, che lui stesso considera come una sfida al mondo. Dalla prima opera si intuiscono già i suoi smarrimenti metafisici ed il suo aggrapparsi con tutta la forza all’assurdo. Con Dio ha un rapporto conflittuale e problematico. Ne denuncia l’assenza e tuttavia legge i libri di mistica, primo tra tutti “Il libro della vita” di Santa Teresa di Avila. Acute le sue considerazioni sulla mistica in “Lacrime e santi”. Riporto testualmente:”la mistica oscilla tra la passione dell’estasi e l’orrore del vuoto” ed ancora “Tutto è niente. La rivelazione iniziale dei conventi. Tra il nulla e Dio c’è meno di un passo, perché Dio è l’espressione positiva del niente”. Cioran è un mistico bloccato: come un mistico vorrebbe liberarsi dall’io per abbracciare Dio, ma non ci riesce.Cioran critica ferocemente la psicoanalisi. Della psichiatria l'unica cosa che lo interessa sono i discorsi dei matti, da cui può ricavare delle piccole verità nascoste. In "Storia e utopia" sosterrà che uno dei principi cardini di essa è "la nostalgia della servitù". Non ha fiducia nella storia maestra di vita e prende le distanze da chi partendo dalla storia procede verso l'apocalissi o l'utopia. I suoi rapporti con l’umanità non vanno meglio: si considera un apolide. E' rumeno, ma tranne il primo scrive i suoi libri in francese. Nel corso della sua esistenza non metterà mai radici e non apparterrà a nessuna comunità. Tormentato per anni ed anni dall’insonnia e dalla depressione, trova la sua ancora di salvezza nella scrittura, che ha per Cioran un valore terapeutico. Molti sostengono che Cioran sia pessimista e nichilista. Personalmente ritengo che sia antidepressivo. D'altronde lui stesso dichiara che la sofferenza ha il fine di accrescere la conoscenza.Cioran intuisce qualche decennio prima della rivoluzione femminista le problematiche del rapporto uomo-donna. Infatti scrive che tra uomini e donne ci sono solo due modi di relazionarsi: la crudeltà o l’indifferenza. L’uso sempre più crescente di terapie mentali in Europa viene considerato da Cioran un indicatore del declino inarrestabile della società occidentale.Chi si salva insomma secondo il filosofo transilvano ? I falliti e i bambini: coloro che sanno tutto e coloro che non sanno niente.

"Tutti parlano di teorie, di dottrine, di religioni, insomma di astrazioni; nessuno di qualcosa di vivo, di vissuto di diretto. La filosofia e il resto sono attività derivate, astratte nel peggior senso della parola. Qui tutto è esangue. Il tempo si converte in temporalità, ecc. Un ammasso di sottoprodotti. D’altro canto gli uomini non cercano più il senso della vita partendo dalle loro esperienze, ma muovendo dai dati della storia o di qualche religione. Se in me non c’è niente che mi spinga a parlare del dolore o del nulla, perché perdere tempo a studiare il buddhismo? Bisogna cercare tutto in se stessi, e se non si trova ciò che si cerca, ebbene, si deve lasciar perdere. Quello che mi interessa è la mia vita. Per quanti libri sfogli, non trovo niente di diretto, di assoluto, di insostituibile. Dappertutto è il solito vaniloquio filosofico." (Da Quaderni 1957-1972, di Cioran)

venerdì 27 luglio 2007

Thomas Müntzer



« Guarda, i signori e i prìncipi sono l'origine di ogni usura, d'ogni ladrocinio e rapina; essi si appropriano di tutte le creature: dei pesci dell'acqua, degli uccelli dell'aria, degli alberi della terra (Isaia 5, 8). E poi fanno divulgare tra i poveri il comandamento di Dio: "Non rubare". Ma questo non vale per loro. Riducono in miseria tutti gli uomini, pelano e scorticano contadini e artigiani e ogni essere vivente (Michea, 3, 2-4); ma per costoro, alla più piccola mancanza, c'è la forca. »
Sono parole che Thomas Müntzer pronunciava nel 1524 nella sua "Confutazione ben fondata". Thomas Müntzer è uno dei miei personaggi storici preferiti. Figlio di un artigiano benestante potè studiare e laurearsi in Filosofia e Teologia, ordinato prete fu in prima linea nel condannare l'amoralità della Chiesa. Conobbe Lutero e fu impegnato in polemiche con lui.
Müntzer fu persona coerente fino in fondo, per lui il pensiero religioso e l'azione sociale andavano di pari passo. Fu quindi fra i capi delle rivolte contadine in Germania, volte a ritrovare un cristianesimo delle origini molto vicino ad un comunismo moderno.
Sconfitti i contadini a Frankenhausen (1525), fu catturato e torturato per convincerlo a rinnegare le proprie idee. Resistette, e fu messo a porte per decapitazione il 27 maggio 1525.
Müntzer visse i suoi pensieri nel centro delle lotte sociali e politiche del suo tempo: il suo discorso teologico era direttamente un discorso politico, cioè aderenza alle situazioni, alla concretezza dello spazio e del tempo. Certo, anche il suo contemporaneo Lutero fu calato nel suo tempo; ma quando si è trattato di scegliere pro o contro i contadini in rivolta, Lutero scelse contro di essi, la sua teologia si è concretizzata in una prassi conservatrice. Viceversa Müntzer fu coerente fino in fondo, un rivoluzionario per ragionamento prima che per passione.
Per saperne di più su Thomas Müntzer e sulle rivolte dei contadini vi consiglio un libro particolare, Q di Luther Blisset, si legge come un libro di cappa e spada, fa riflettere come un trattato di filosofia, e oggi se ne sente il bisogno più che mai.
Solo dopo averlo letto vi suggerisco di ascoltare questo pezzo: "Canzone del Capitano Gert" dell'Osteria Popolare Berica.

martedì 24 luglio 2007

Omaggio al grande Carmelo Bene. L'anarchia e il V-DAY.

Grande Carmelo, un omaggio al tuo spirito immortale che aleggia su tutti noi. Quanto mi piacerebbe avere le palle che avevi tu nel distruggere tutte le certezze degli innumerevoli stronzi che incontriamo ogni giorno.
Viva le cazzate!

V-day... appartiene a tutti noi

Ecco il vero spot della Merd 500 fatta in Polonia sfruttando gli operai a 500 euro al mese.

domenica 22 luglio 2007

Un'estate da leggere 1


Do il bentornato ad Angelo dopo un po' di tempo che non si vedeva da queste parti (assente giustificatissimo) e lo ringrazio per l'in bocca al lupo che mi ha fatto per la nuova attività imprenditoriale.
Rispondo con un crepi, perché in questo momento sono davanti ad una svolta importante della mia vita lavorativa e spero che mi dia le soddisfazioni tanto sperate.
Chiusa la parentesi "vita privata" che esula (almeno per il momento) dagli obiettivi di questo blog, vorrei dedicare il post odierno ai libri che penso di leggere quest'estate.
Faccio ammenda: dall'inizio dell'anno ho letto pochissimo, purtroppo per gli impegni lavorativi che mi hanno ottenebrato la mente e non mi hanno permesso di curare l'intelletto. Per tale motivo approfitto dell'estate (come ormai da alcuni anni) per recuperare il tempo perso ed immergermi, durante i giorni dell'ozio, nella tanto amata lettura.
Solitamente quando scelgo i libri da leggere seguo due strade: spulciare nella mia biblioteca i famosi libri di cui mi ripeto giornalmente "un giorno lo leggerò", oppure entro in libreria e mi faccio trasportare dal fiuto (come i cani da tartufo).
Quest'anno tuttavia ho deciso di ascoltare alcuni consigli reperiti dalle mie fonti di informazione principali tra cui: il sito di Repubblica, Wu Ming (con la mitica Nandropausa) e qualcosa beccata in TV su RaiTre nei programmi di approfondimento (essendo un appassionato di saggistica).
Il primo libro che sicuramente comprerò è "Fratelli di Sangue" di Antonio Nicastro e Nicola Gratteri, Pellegrino Edizioni. Questo testo rappresenta il primo libro in assoluto che tenta di spiegare il fenomeno mafioso della 'Ndrangheta calabrese ed è scritto a quattro mani da un bravo giornalista e da colui che combatte giornalmente da anni contro la 'Ndranghta, il procuratore di Reggio Calabria Nicola Gratteri, valente persona che ho avuto modo di ascoltare durante una puntata in diretta da Locri di "W l'Italia in Diretta" su Raitre.
Il secondo libro è stato consigliato contemporaneamente da Vittorio Zucconi e da Corrado Augias ed è "Dio non è grande" di Cristopher Hitchens Einaudi Editore. In questo testo (originalissimo nella sua scrittura), l'autore ci espone le sue tesi sull'indottrinamento forzato verso la fede durante i nostri primi anni di vita e su come verrà smentito categoricamente dopo.
Nelle prossime puntate aggiungerò gli altri testi.
"Per ogni libro degno di essere letto c'è una miriade di cartastraccia."
Arthur Schopenhauer
P.S. In riferimento all'aforisma i libri di questo qui.

venerdì 20 luglio 2007

Tecniche di persuasione



Oggi vorrei porvi uno spunto di riflessione. Guardate il volantino nell'immagine.
Si tratta di un volantino del MUP (Movimento Universitari Padani ... insomma i leghisti che vanno all'Università). Il volantino parte da un dato VERO: la media della spesa per tasse universitarie per iscritto, che in Lombardia è la più alta d'Italia. Pone pertanto un problema vero, giustamente i nostri giovani virgulti padani si pongono il problema del perchè devono pagare di più degli altri. OK, fin qui ci possiamo stare?
Andiamo più avanti. Ecco l'affermazione: la laurea in Lombardia è più impegnativa e costa il doppio.
Ma no! I giovani padani cadono sul più bello. L'affermazione che la laurea "costi" il doppio sarà pure dimostrata dai numeri ... ma come dimostrano che è più impegnativa? Ovviamente non lo dimostrano perchè non hanno dati (e non li hanno anche perchè non è sostanzialmente vero, il numero di fuori corso, ad esempio, non è maggiore di quello di altre regioni) ... però messa lì la frase è d'effetto.
Ci fa meditare sulla facilità nel cercare scorciatoie per dimostrare la giustezza delle nostre idee ... ma questo discorso ci porterebbe lontani.
Auguri Italia!

PS facciamo un in bocca al lupo al primo autore di questo Blog, che ha appena intrapreso una nuova iniziativa imprenditoriale!

giovedì 19 luglio 2007

Paolo Borsellino - per non dimenticare (dopo 15 anni)

"Chi ha paura muore tutti i giorni, chi non ha paura muore solo una volta."
Paolo Borsellino

mercoledì 18 luglio 2007

martedì 17 luglio 2007

Julia Marcell su Sellaband


Oggi dopo un po' di tempo spulciando su Sellaband ho scoperto questa nuova cantante.
Lei suona anche il piano e devo dire che le melodie sono piuttosto accattivanti.
Julia Marcell viene dalla Polonia e devo dire che questo popolo, da quando è riuscito a liberarsi dall'oppressione comunista, sta vivendo una rinascita incredibile!
Me ne sono accorto notando che wikipedia polacca con 401000 voci è al 4° posto dopo quella inglese, tedesca e francese.
Inizio a pensare che il comunismo abbia tappato le ali a questo bellissimo paese per quasi mezzo secolo ed ora si stia prendendo la sua rivincita costruendosi un ruolo sempre più importante nel panorama internazionale a cominciare da quello comunitario.
Il gruppo di questa cantante è costituito da lei al piano, due violini, una viola ed un violoncello.
Qui trovate la sua area su MySpace. Il pezzo che consiglio di ascoltare è "Twin Heart".
"Piano player who didn't go to war"
Julia Marcell

domenica 1 luglio 2007

Ernesto Rossi


Per una strana coincidenza quest'anno, come per Totò, ricade il quarantennale della morte di Ernesto Rossi.
Molti non lo ricordano più, eppure, come ho ricordato in post precedenti, quest'uomo già nel 1941, in piena guerra mondiale, immaginava un'Europa unita e libera, accomunata da un unico interesse: la pace e la fratellanza.
Forse è ora che si ricominci ad approfondire il lavoro di quest'uomo, soprattutto come giornalista d'inchiesta che denuncia le nefandezze del potente di turno. Basta con questi lacchè in doppiopetto che leccano il culo al potente di turno; ogni giornalista, se tale si ritiene, abbia il coraggio di drizzare la schiena.
Libertà è anche poter dare fastidio.
"Se ci domandiamo a cosa approdano tutti i nostri sforzi e tutte le nostre angosce non sappiamo trovare altre risposte fuori di quelle che dava Leopardi: si gira su noi stessi come trottole, finché il moto si rallenta, le passioni si spengono e il meccanismo si rompe."
"Io non ho mai avuto paura della morte. Mi è sempre sembrata una funzione naturale, inspiegabile com'è inspiegabile tutto quello che vediamo in questo porco mondo. Crepare un po' prima o un po' dopo non ha grande importanza: si tratta di anticipi di infinitesimi, in confronto all'eternità, che non riusciamo neppure ad immaginare. Ma ho sempre avuto timore della "cattiva morte."
Ernesto Rossi.